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Calabria: Capodoglio intrappolato

La denuncia del WWF. Il cetaceo, dodici metri di lunghezza si trova a largo di Cetraro nell'alto Tirreno in una spadara

 

Calabria, capodoglio intrappolato

Da due giorni preso in una spadara

 

E' l'ennesima vittima della pesca illegale.

capodoglio intrappolatoCOSENZA - La pesca illegale torna a fare vittime. Questa volta a pagare le conseguenze delle “reti fuorilegge” è un capodoglio di 12 metri, intrappolato da due giorni in una spadara al largo di Cetraro, nell’alto Tirreno cosentino davanti alle coste della Calabria. A denunciarlo è l’organizzazione ambientalista WWF, che sottolinea come la spadara sia “uno strumento di pesca fuorilegge da anni, ma ancora largamente usato nei nostri mari”. “Le cause - scrive il WWF in una nota - sono l’incoerenza della politica e la mancanza di assidui controlli”.

Sono due giorni che il cetaceo lotta tra la vita e la morte, letteralmente “incaprettato", con testa e coda imprigionate. Da ieri si agita furiosamente, ma è impigliato nell’enorme rete, che avvolge quasi tutto il corpo e la mandibola. Le motovedette della Guardia di Finanza, delle Capitanerie di Porto e degli esperti del WWF lo stanno monitorando, ma il mare forza cinque ieri non ha permesso di intervenire e, anche oggi, il maltempo ha reso impossibile salvare il capodoglio.

“La pesca illegale - sostiene l’organizzazione ambientalista - non rispetta le regole e nemmeno i pescatori, che delle risorse del mare vivono”. Pesanti le conseguenze di questa pratica: “Questa piaga ha ridotto al minimo gli stock ittici e ora a peggiorare la situazione per i pescatori “legali” si aggiunge il caro gasolio”. E le vittime non sono solo i grandi cetacei: “Si stima che in Italia più di 8.000 tartarughe vengano catturate con le reti a strascico e, tra le 3.000 e le 6.000 o più, con il palangrese derivante, cioè lunghe lenze con migliaia di ami ed esche”.

 

Da la Repubblica.it del 13 giugno 2008

 
Musei 2008 - Dossier Touring Club
MUSEI 2008: IL DOSSIER TOURING CLUB SUI MUSEI ITALIANI

 

 

L’Italia e le sue raccolte prestigiose tra eccellenze e contraddizioni.Musei 2008

Da una parte numeri record e un forte richiamo turistico.

Dall’altra, la quasi totale incapacità di fare sistema e la scarsa attenzione alla customer satisfaction. Soprattutto al Sud.

E con due nemici comuni: internet e i bambini.

A indicare luci e ombre sui musei italiani è “Musei 2008, il dossier che ogni anno (dal 1995) il Touring Club dedica alle 30 strutture museali più visitate in Italia.

Le novità: cresce il pubblico (da 23.798.502 ingressi del 2006 a 24.454.769), entrano nella top list il Museo di Storia Naturale di Milano e Palazzo Madama a Torino, escono la Città della Scienza di Napoli e il Museo storico del Castello di Miramare, a Trieste.

La classifica: al 1° posto, i Musei Vaticani. Quindi gli scavi di Pompei, gli Uffizi a Firenze, Palazzo Ducale a Venezia e l'Acquario di Genova. Il vertice è rimasto invariato rispetto all'anno precedente.

Ma ci sono ben 13 siti (nel 2006 erano solo 4) che hanno visto diminuire il proprio pubblico. In particolare: la Reggia di Caserta (-6,5%), il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (-6,7%) ed i templi di Paestum (-7,5%). Tutti in Campania.

Musei e città d’arte. Ecco il binomio che ancora attrae 12,7 milioni di persone all'anno. Leader dell’offerta Roma, Firenze e Venezia. Milano può vantare solo tre musei in classifica: due scientifici e il Cenacolo Vinciano.

I musei scientifici italiani vanno a gonfie vele. Giardini, orti botanici, planetari, acquari. Grazie alla loro distribuzione geografica sono l'unica categoria che presenta un aumento complessivo di visitatori rispetto al 2006.

Il vero deficit dell’offerta museale italiana sembrano essere i servizi.

Molte strutture si stanno sempre più dedicando all’organizzazione di mostre per diversificare il loro cartellone. Ma, a parte i pochi musei (8) aperti tutto l’anno, il giorno di chiusura resta ancora il lunedì. Le facilities sono il punto più dolente: la prevendita online rimane un miraggio, quella telefonica non sempre è prevista, i guardaroba sono rari e gli sportelli reclamo praticamente inesistenti, come la casella mail.

I più bistrattati sono i bambini. E non solo per la quasi totale assenza di nursery. Anche i percorsi dedicati compaiono in pochi casi (9 su 30).
Infine i prezzi: il costo medio è di 7,37 € a biglietto. Il museo più caro è l’Acquario di Genova, con 16 euro.
 

da Corriere della Sera del 27 Maggio 2008