Tipologia percorso Itinerario: naturalistico Comune: Diso (LE) Lunghezza: 4,425 Km Mezzi consigliati:a piedi, bicicletta Difficoltà: Escursionistico (E) Consigli utili: portare con sé riserve d’acqua, scarponcini comodi
e giacca a vento; bicicletta in buono stato di manutenzione e camera d’aria di ricambio Periodo migliore: marzo-maggio; settembre-ottobre
Temi emergenti 1 - paesaggio naturale: canalone con macchia e specie rupicole 2- paesaggio rurale: sentiero rupestre con muretti e pajare 3 - flora: specie del Libro Rosso delle Piante d’Italia 4 - geologia: calcari compatti di Castro 5 - mare: polle sorgive d’acqua freddissima, grotte sommerse
Offerta pacchetto:
- guida a terra
- andata e ritorno in mountain-bike o bici da passeggio
- biciclette munite di seggiolino per bimbi
- colazione al sacco
- materiale informativo sull’itinerario
Organizzazione logistica dell’itinerario:
- partenza in auto o in mountain-bike, ma se si ha voglia anche a piedi, dalla Villa Comunale di Marittima. Circa 1,5Km la separano dal punto di inizio di un percorso ad anello;
- parcheggio auto presso l’area di sosta camper in località “Acquaviva” a Marittima di Diso;
- si attraversa il sentiero interno al canalone fino all’insenatura “Acquaviva”;
- da qui si risale il costone sinistro dell’insenatura con piccoli gradini e tracce di sentiero nella roccia;
- giunti al punto più alto, si prosegue a sinistra sul sentiero che definisce la linea di confine tra le ville e le campagne private ed il demanio;
- con il mare sulla destra e i muretti di confine sulla sinistra arriviamo in località “Villa Elena” da cui si risale attraverso la scalinata pubblica che ci porta sulla litoranea;
- siamo sul bivio Castro-Poggiardo, prendiamo la direzione per Poggiardo;
- dopo un centinaio di metri, subito dopo i ruderi della Torre di Diso, che lasceremo sulla destra, ci immettiamo in un bel sentiero che si apre sulla sinistra in un varco tra monumentali muretti a secco;
- si prosegue lungo il sentiero che accompagna bellissimi terrazzamenti di vecchi oliveti e si giunge su una strada asfaltata chiusa al traffico;
- percorsi una cinquantina di metri ci si immette nel sentiero segnalato sulla sinistra e lo si percorre tutto fino a scorgere il parcheggio tra gli olivi dove sono parcheggiate le auto.
1. Paesaggio naturale Il Canalone dell’Acquaviva è uno dei siti di maggiore interesse naturalistico e paesaggistico della fascia costiera orientale del Salento. È infatti una delle rare oasi verdi, attraversate dalla strada litoranea, lungo una costa che, dove non arrivano gli olivi, è molto avara di nuclei arborei. La morfologia dell’area rispecchia quella di altri canali che testimoniano l’azione erosiva dell’acqua nel suo percorso verso il mare. Il fondo di questa scissura può essere stato infatti, il letto di un antico torrente che oggi, sprofondato negli strati sottostanti del suolo, alimenta la falda acquifera da cui prendono origine le polle sorgive osservabili lungo la battigia dell’insenatura Acquaviva. Entrambi i versanti del canalone sono interessati da una folta vegetazione di macchia in cui si inseriscono elementi di rimboschimento quali il pino d’Aleppo. Il grado si biodiversità vegetale del sito è elevato anche per la piantumazione di nuove specie nella parte terminale dello stesso dove i versanti sono stati terrazzati per consentirne un utilizzo ricreativo dell’area. L’intervento dell’uomo è segnalato oltre che dalla presenza di piante introdotte in opere di rimboschimenti come il pino d’Aleppo e l’eucalipto, anche da specie portate in Italia nel tentativo di diffondere la bachicoltura come il gelso e l’ailanto. Le specie della macchia, molto fitta in alcuni punti, sono rappresentate invece da entità autoctone come il mirto, il lentisco, l’ilatro, l’alloro, il corbezzolo, il terebinto, caratterizzate da foglie coriacee e lucide, ben adattate a condizioni di aridità e forte insolazione estiva. Il leccio, che è sicuramente l’albero più diffuso, è accompagnato da altre querce come la quercia spinosa, la quercia di Dalechamp e la quercia vallonea. Un vecchio carrubo schiacciato a bandiera si impone a guardiano del Canalone nella sua parte centrale sul ponticello di passaggio della strada litoranea. L’ultimo tratto del Canalone, stretti nella morsa delle rupi, si apre alla bellezza di un anfiteatro naturale dove i due costoni rocciosi fanno da cornice ad una lingua d’acqua che anche nel pieno dell’estate fa venire brividi di freddo; i molti bagnanti, che affollano la piccola spiaggia ciottolosa dell’“Acquaviva”, lo sanno ed entrati in acqua provano l’ebbrezza di una doccia scozzese.
2. Paesaggio rurale
Una fitta serie di piccoli terreni terrazzati, pajare, labirinti di pietra a secco, si intrecciano comprendendo nella loro maglia olivi secolari, pini d’Aleppo piegati dal vento e, soprattutto, specie spontanee che trovano negli anfratti dei muretti, il loro ultimo rifugio. Il sentiero rupestre porta ad un bellissimo “ncurtaturo” dai muri monumentali a difesa di pochi alberi di olivo. Una scaletta di accesso all’interno è un capolavoro di architettura rupestre meritevole di ammirazione. Le specie che spuntano dai muretti sono quelle degli strati bassi e più ombrosi della macchia e della gariga come il te siciliano, il camedrio giallo e l’asparago. Attraversato un minuscolo nucleo di pini d’Aleppo il sentiero si inoltra ancora negli oliveti terrazzati prima di chiudersi su di una strada asfaltata; percorsa questa per pochi metri, si accede sulla destra ad un secondo sentiero. Si attraversa, così un costone a monte del Canalone, in cui alcune pajare condividono lo spazio con nuclei di macchia a quercia spinosa sempre più ridotti dai continui incendi estivi
3. Flora
Le emergenze botaniche di maggiore rilievo in quest’area sono rinvenibili all’interno del Canalone e sulle rocce calcaree dei costoni alti che definiscono l’insenatura Acquaviva. Nella parte terminale, osservando le rocce calcaree del canalone, possiamo ammirare la flora più interessante del sito: la flora rupicola. Alcune delle specie vegetali osservabili sulle rocce dell’Acquaviva sono talmente importanti da essere state segnalate tra le specie meritevoli di particolari azioni di tutela e quindi inserite nel “Libro Rosso delle Piante d’Italia”; tra queste troviamo la bellissima campanula pugliese, l’alisso di Leuca, la scrofularia lucida e il kummel di Grecia. L’alisso di Leuca, in particolare, all’inizio della primavera, colora di un bel giallo sgargiante, tutta l’insenatura “Acquaviva”. Nuclei di macchia mediterranea si alternano a piccolissimi oliveti alcuni dei quali ormai in abbandono. Qui la macchia è dominata dagli arbusti di quercia spinosa che non riesce mai a raggiungere dimensioni arboree anche a causa dei continui incendi. Nell’area attrezzata di sosta e ristoro del canalone sono infine presenti belli e vetusti esemplari di Lentisco che esprimono nel diametro notevole del loro tronco tutta la loro longevità e resistenza. Nel litorale roccioso i depositi di sedimento, tra le fratture di queste rocce, accolgono specie vegetali particolari quali il Limonio virgato, il Finocchio di mare, la Salicornia fruticosa e il Cappero. È la cosiddetta vegetazione pioniera degli anfratti rocciosi vicinissimi al mare. Si tratta di specie alo-rupicole, piante adattate a condizioni estreme di substrato vivendo spesso in invisibili crepe nella roccia e soprattutto di salinità, quasi sempre superiore a quella dell’acqua di mare.
4. Geologia
Siamo di fronte ad un litorale roccioso di calcare compatto (Calcari di Castro). A monte di questa area rocciosa una linea quasi ininterrotta di muretti a secco sostiene i piccoli terrazzamenti che, nonostante l’intensa urbanizzazione degli anni passati, ospitano ancora colture tradizionali della zona come l’Olivo, il Fico e la Vite
5. Mare
L’insenatura “Acquaviva” è uno dei siti di particolare suggestione per l’effetto prodotto dalle freddissime polle sorgive che si intravedono proprio a livello della battigia. Fuori dalla calca della balneazione estiva l’acqua è fredda e limpidissima; piccole grotte ed anfratti tra le rocce calcaree lungo gli alti costoni offrono un paesaggio di grande valore paesaggistico.