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Itinerario 5: “Il sentiero della via Appia Calabro-Sallentina”

Codice segnaletica (D1)
Info: www.pernatur.org

(Soc. Coop. Ulisside, C.E.A. di Andrano)

itinerario naturalisticoTipologia percorso
Itinerario: storico-rurale
Comune: Santa Cesarea Terme (LE)
Lunghezza: 8,700 Km
Mezzi consigliati: a piedi, in bicicletta, a cavallo
Difficoltà: Escursionistico (E)
Consigli utili: portare con sè scarponcini comodi, giacca a vento e riserve d’acqua
Periodo migliore: marzo-maggio; settembre-ottobre

Temi emergenti
1- ambiente storico: antico tracciato di età romana, cappelle e masserie
2 - paesaggio rurale: oliveti secolari, muretti a secco, pajare, pascoli e seminativi
3 - paesaggio naturale: nuclei relittuali di macchia e lecceta
4 - mare: elevato valore paesaggistico

Offerta pacchetto:
- andata e ritorno in mountain-bike o bici da passeggio
- biciclette munite di seggiolino per bimbi
- colazione al sacco
- materiale informativo sull’itinerario

Attività: ciclo-trekking, fotografia, approfondimento culturale.

Organizzazione logistica dell’itinerario:
- la partenza è appena fuori del nucleo abitato del paese di Cerfignano (LE), in prossimità della Chiesa di Santa Loia, direzione est;
- dopo aver percorso appena 200 m si incontra un bivio e si prosegue a destra della biforcazione;
- il primo tratto è caratterizzato da un manto stradale asfaltato facile da percorrere, con andamento pianeggiante che si trasforma successivamente in uno sterrato largo, sostanzialmente regolare dove si può osservare un ambiente agrario tipico della zona, rappresentato da oliveti costituiti da individui in giovane età e non e da altre colture agrarie sia ortive che cerealicole. Tale stradina è per due terzi delimitata da muretti a secco;
- nella parte terminale si possono notare le cosiddette“terre rosse”, caratterizzanti il suolo della zona;
- proseguendo si arriva alla Masseria Grande, vecchia costruzione agricola specifica di zona e tuttora punto di riferimento per la gente del posto;
- superata la masseria si imbocca la strada che va verso la via “Appia Calabro-Sallentina”. Morfologicamente tale area è influenzata dal fatto di essere posizionata sul margine di un’ampia dolina la quale incide profondamente su tutto il paesaggio circostante, determinando ad esempio una veduta a mare molto suggestiva. Questo tratto di strada, ampio ed asfaltato, potrebbe essere percorso anche in auto;
- una volta arrivati alla via “Appia Calabro-Sallentina” è possibile ammirare l’architettura della strada romana, il selciato per buona parte ancora esistente (nord-ovest) e gli innumerevoli tratturi che si snodano a valle verso il mare (est);
- durante la passeggiata per la via romana si incontrano la masseria Consalvi e la chiesa della Madonna della Serra (da est a ovest);
- percorsa la via “Appia calabro-sallentina” fino all’incrocio lastricato per Minervino di Lecce, Uggiano e Cerfignano, si prosegue a sinistra ritornando così nel punto di partenza rappresentato dalla chiesa di Santa Loia (manto sterrato).

1- ambiente storico
L’itinerario costiero che da Otranto procede in direzione del Capo Iapigio (Leuca), è noto dalle fonti storiche (Plinio, N. H., III, 101; Strabo, VI, 3, 5) come Via Salentina, naturale “prolungamento” della Via Traiana-Calabra da Brindisi a Otranto (la Via Traiana era stata costruita e finanziata interamente dall’omonimo imperatore, che l’aveva proclamata via publica nel 109 d.C., (e si dipartiva da Benevento per giungere a Brindisi).L’itinerario nella sua interezza toccava i maggiori centri costieri del litorale salentino: da Otranto si raggiungevano, in ordine geografico, le città di Castro, Vereto (noto come promontorio iapigio), e ancora, risalendo verso NO, Ugento, Alezio, Nereto, Manduria, ed infine, Taranto. Nello specifico, relativamente alla porzione di territorio compresa tra Porto Badisco e Cerfignano, sono particolarmente suggestive le tracce visibili e percorribili ancora oggi di un percorso stradale di sicura frequentazione medievale e, verosimilmente, attribuibili a fasi ben più antiche, come dimostrerebbe il rinvenimento di numerosi frammenti di ceramica di età romana (da quella repubblicana sino a quella imperiale) nei territori limitrofi alla Masseria Consalvi, ubicata in loc. Macchia Lo Bianco a 90-100 m s.l.m. L’antico percorso stradale è ravvisabile dalla presenza di un selciato in parte acciottolato che si conserva in maniera nettamente regolare sulla direttrice EO Minervino di Lecce - Porto Badisco (oltre l’incrocio lastricato con la direttrice NS Cerfignano - Uggiano La Chiesa), lungo la quale si segnala, inoltre, la significativa presenza di ulteriori evidenze archeologiche: il menhir Malcantone, la cappella della Madonna della Serra. A sud di questo asse viario per Porto Badisco, continua ad essere visibile un doppio percorso di vie parallele, di cui quella pertinente alla strada provinciale presenta un selciato asfaltato, mentre l’asse secondario conserva un lastricato in parte integro. L’importanza di entrambe le direttrici è garantita, altresì, dall’esistenza di un grande insediamento rupestre, ravvisabile nelle numerose cavità del costone roccioso (pozzi, canali di scolo, grotticelle impiegate come depositi per gli attrezzi). I due assi stradali, infine, confluiscono nell’incrocio significativamente segnalato da una cappella, quella di Santa Loia.

2- paesaggio rurale
Durante tutto il percorso si notano le coltivazioni agrarie tipiche del posto. Il paesaggio rurale con i suoi colori, geometrie e sistemazioni offre habitat meritevoli di attenzione. I costanti muretti a secco, i terrazzamenti e le pajare
La vegetazione agraria è dominata da oliveti secolari ma anche in giovane età; le coltivazioni erbacee sono rappresentate da specie annuali come le graminacee e le ortive
sono degli ottimi compagni di viaggio.

3- paesaggio naturale
La vegetazione spontanea attuale presenta caratteristiche di una certa naturalità solo in lembi relitti ove non è possibile la coltivazione del terreno, sia per l’elevata presenza di affioramenti rocciosi sia per la disposizione della vegetazione in corrispondenza di anfratti non raggiungibili dai mezzi agricoli. Il pascolo, gli incendi, l’agricoltura e la polverizzazione della proprietà privata hanno provocato la frammentazione e il degrado degli ecosistemi. Le specie arboree più rappresentate sono, il pino d’Aleppo (Pinus halepensis), il leccio (Quercus ilex) e la quercia spinosa (Quercus calliprinos).

4- mare
La vista a mare è sicuramente una delle più suggestive. L’alta quota raggiunta a pochi metri dal mare (90-100 m s.l.m.) permette una vista ampia che va dalla punta della Palascìa alle zone costiere di Tricase, nelle giornate particolarmente nitide si possono ammirare anche le catene montuose dell’Albania. Buon punto di osservazione per notare il sistema di difesa del territorio fatto da antiche torri costiere di avvistamento risalenti alla seconda metà del XVI secolo