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Passeggiata tra api e ambiente naturalistico

Escursione giornaliera a cura del Centro di Educazione Ambientale di Andrano

Periodo consigliato: Marzo-Giugno

Numero max utenti: 40 (da dividere in due gruppi nella visita in apiario)

Programma

Ore 9.00

Accoglienza e presentazione della giornata presso il Castello Spinola-Caracciolo di Andrano, sede del Centro di Educazione Ambientale;

Ore 9.30

Visita all’Apiario “Torre Lupo” con breve escursione ai vecchi pascoli in località panoramica presso la Torre di avvistamento “Capo Lupo”;

Intervallo con miele e fette biscottate.

Ore 11.30

Visita ad un vecchio apiario in uno stupendo giardino storico di Diso;

Ore 13.00

Colazione al sacco o, in alternativa, pranzo presso l’agriturismo “Pietralata” ad Andrano, in ogni caso a carico degli utenti;

Ore 14.30

Escursione botanico-paesaggistica nel Canalone “Acquaviva” e vecchi sentieri rupestri;

Ore 17.00

Ritorno a casa

 

 

Mattina


 

Visita all’Apiario “Torre Lupo”

Localizzazione: Strada per Torre Lupo, Marittima di Diso (LE)

L’apicoltura è una delle attività agricole che meglio si presta a fornire risorse economiche compatibili con l’ambiente.


Ciò sia per il particolare tipo di allevamento, che, evolvendosi nell’attuale forma razionale, è diventato sempre più rispettoso delle api, sia per il grande contributo ecologico che questi laboriosi insetti danno ai sistemi agrari e naturali di un particolare territorio.


Il Centro di Educazione Ambientale di Andrano, che estende la propria attività anche nei Comuni di Diso, Castro e Santa Cesarea Terme, pone l’Apicoltura biologica al centro di una serie di attività, che mirano a sostenere la conversione delle pratiche agricole convenzionali ad elevati input energetici e chimici verso modelli di agricoltura sostenibile, con particolare riferimento all’agricoltura biologica.


Nella stupenda cornice della zona di Torre Lupo, a Marittima, dove è possibile godere di un bel colpo d’occhio sul tratto di costa rocciosa tra Santa Cesarea Terme e S. Maria di Leuca, è situato l’Apiario “Torre Lupo”.


La saggezza e l’esperienza più che ventennale dell’apicoltore, unitamente alle competenze e agli ausili didattici messi a disposizione dal C.E.A., garantiranno agli utenti un’esperienza diretta di apicoltura con tutte le connessioni ecologiche che questo allevamento mette in atto.


Ad alveare aperto e senza alcun rischio per nessuno, l’apicoltore guiderà gli utenti in un tuffo spettacolare nella ricchezza di risorse che l’ape esprime.


Dalla scoperta dell’affascinante biologia dell’ape, alle diverse tappe dell’annata apistica, alla conoscenza dei fiori che le api bottinano, il programma è un susseguirsi di momenti di apprendimento e di esperienze emotive di sicuro valore educativo.

 

Pomeriggio


Sentiero rupestre della Carruzzina e Canalone Acquaviva


Localizzazione: Via Acquaviva, Marittima di Diso

Difficoltà: Media

Possibilità di percorrenza: a piedi

Durata: da 2 a 3 ore

Parcheggio: Sulla via Acquaviva, superato il primo tornante venendo da Marittima (parcheggio pubblico sotto gli olivi)

Interessi principali: Botanico, paesaggistico.

Il percorso è piuttosto vario permettendo di attraversare ambienti diversi.


Il primo tratto attraversa un costone fatto di fazzoletti di terra strappata alla roccia. Nuclei di macchia mediterranea si alternano a piccolissimi oliveti alcuni dei quali ormai in abbandono.


Qui la macchia è dominata dagli arbusti di Quercia spinosa che non riesce mai a raggiungere dimensioni arboree anche a causa dei continui incendi.


Il secondo tratto attraversa invece il Canalone dell’Acquaviva.


E’ uno dei siti di maggiore interesse naturalistico e paesaggistico della fascia costiera orientale del Salento. E’ infatti una delle rare oasi verdi attraversate dalla strada litoranea lungo una costa che, dove non arrivano gli olivi, è molto avara di nuclei arborei. La morfologia dell’area rispecchia quella di altri canali che testimoniano l’azione erosiva dell’acqua nel suo percorso verso il mare.


Il fondo di questa scissura può essere stato infatti, il letto di un antico torrente che oggi, sprofondato negli strati sottostanti del suolo, alimenta la falda di acqua da cui prendono origine le polle sorgive osservabili lungo la battigia dell’insenatura Acquaviva.


Entrambi i versanti del canalone sono interessati da una folta vegetazione di macchia in cui si inseriscono elementi di rimboschimento quali il Pino d’Aleppo.


Il grado si biodiversità vegetale del sito è elevato anche per la piantumazione di nuove specie nella parte terminale dello stesso dove i versanti sono stati terrazzati per consentirne un utilizzo ricreativo dell’area.


L’intervento dell’uomo è segnalato oltre che dalla presenza di piante introdotte in opere di rimboschimenti come il Pino d’Aleppo e l’Eucalipto, anche da specie portate in Italia nel tentativo di diffondere la bachicoltura come il Gelso e l’Ailanto.


Le specie della macchia, molto fitta in alcuni punti, sono rappresentate invece da entità autoctone come il Mirto, il Lentisco, l’Ilatro, l’Alloro, il Corbezzolo, il Terebinto, caratterizzate da foglie coriacee e lucide, ben adattate a condizioni di aridità e forte insolazione estiva.


Il Leccio, che è sicuramente l’albero più diffuso, è accompagnato da altre querce come la Quercia spinosa, la Quercia di Dalechamp e la Quercia vallonea.


Il percorso consigliato prende il via dalla parte alta del Canalone a livello di un cartello informativo che riporta lo schema della sentieristica presente. Una vecchia Pajara, segna un punto da cui è possibile vedere il sito dall’alto in tutta la sua bellezza. Il sentiero scende quindi nel bosco e si inoltra verso il letto del canalone fino ad aprirsi nel suggestivo scenario dell’insenatura “Acquaviva”, meta di frotte di bagnanti nel periodo estivo, incantevole nella sua solitudine nel periodo primaverile. Due costoni rocciosi fanno da cornice ad una lingua d’acqua che anche nel pieno dell’estate fa venire brividi di freddo per la presenza di numerose polle sorgive proprio vicino alla battigia della piccola spiaggia ciottolosa.

Da marzo ad aprile il verde-azzurro dell’acqua della baia fa da sfondo ad un’esplosiva fioritura di Alisso di Leuca arrampicata alle rocce bianche di entrambi i costoni.