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Ecomostri senza confini

Grande partecipazione alla campagna lanciata insieme a Ecoradio e Legambiente. In appena dieci giorni tante mail di denuncia su abusi e speculazioni

Ecomostri senza confini, oltre 200 foto:
negli scatti dei lettori l’assalto del cemento

ecomostriUn grande successo, ma in realtà c’è poco di cui essere soddisfatti. “Hai visto un EcoMostro?”, la campagna lanciata da Legambiente, Repubblica.it ed Ecoradio per invitare i cittadini e vigilare su abusi edilizi e scempi ambientali, ha mobilitato moltissime persone. “In soli dieci giorni abbiamo ricevuto più di duecento segnalazioni - spiega uno dei promotori, Marco Lamonica - tuttavia nonostante la soddisfazione per la grande partecipazione dei cittadini, non si può non essere preoccupati per l’elevato numero di casi”.
La mappa delle denunce, che saranno ora verificate sul posto e nei dettagli dagli esperti di Legambiente, non conosce confini. “Da Nord a Sud - lamenta ancora Lamonica - lo scempio si concentra in modo particolare e imprevedibile proprio in quelle aree che dovrebbero essere protette o che potrebbero rappresentare una risorsa turistica per il territorio, come le coste del Sud della Penisola”.
Stefano Scapigliati segnala ad esempio a Lavinio Mare, sul litorale laziale, “un enorme palazzo praticamente costruito vicinissimo al mare e su un lotto di terreno che non rispetta nemmeno la distanza minima tra una costruzione e l’altra”. “Bloccata la costruzione circa 10 anni fa - ricorda ancora il lettore - continua con il suo scheletro a deturpare il panorama”.
Marco Saba scrive dalla Sardegna per lamentare la presenza di “un albergo di sei piani in costruzione sulla strada provinciale che unisce Olbia a Golfo Aranci di fronte alla spiaggia di Bados”. Fortunatamente la costruzione “al momento è sotto sequestro della Guardia Forestale per cui i lavori sono stati momentaneamente fermati”. Un anonimo denuncia invece come “scandaloso” un edificio nel comune di Bobbio (Piacenza) “mai concluso sulla riva del fiume Trebbia”.
Giuseppe Dongiacomo spedisce una serie di immagini di un grande edificio sul lungomare di Castellammare di Stabia che parlano da sole. “Non penso che ci sia bisogno di aggiungere molto rispetto alle foto - denuncia - se non che l’edificio si trova in pieno centro e che versa nello stato di completo abbandono da oltre trent’anni”. Lo scempio ambientale non risparmia neppure le aree protette. Dalla Puglia arriva una denuncia, corredata da un ampio servizio fotografico, di “una serie di abitazioni dall’architettura obsoleta, dal cemento facile, prive di qualsiasi criterio di ecosostenibilità, edificate sul territorio del Parco Nazionale del Gargano”.
Un vasto campionario insomma dell’assalto che cemento e speculazione continuano a portare contro il territorio, spesso in barba alla legalità oltre che al buonsenso. “Speriamo di aver messo in moto un processo di sensibilizzazione che non si fermi ma che possa arricchirsi di mezzi e strumenti per combattere il degrado - conclude Lamonica - noi ci stiamo impegnando proprio per raggiungere questo ambizioso obiettivo, realizzabile solo grazie alla fondamentale partecipazione dei cittadini”.
Per questo la campagna “Hai visto un EcoMostro?” va avanti. Ma oltre che i lettori, a mobilitarsi secondo il parlamentare del Pd Roberto Della Seta, dovrebbe essere qualcun altro. “La bella e importante campagna lanciata da Legambiente, Repubblica.it ed
Ecoradio - sostiene il senatore democratico - ci sta mostrando un paese disseminato di ecomostri, grazie anche alle centinaia di segnalazione di cittadini. Il Ministro Bondi che fa? Questa battaglia è una sua priorità?”.

di Valerio Gualerzi da La Repubblica.it del 9 ottobre 2008

 
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riunione dei soci fissata per mercoledi 01 ottobre ore 15,30 presso Museo Naturalistico in località Acquaviva ( Marittima)