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I gas serra crescono ancora

CONTINUIAMO A FARCI DEL MALE:
I GAS SERRA CRESCONO ANCORA

gas serraI dati non sono confortanti: secondo l’ultimo rapporto della UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), la commissione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, i gas capaci di amplificare l'effetto serra sono aumentati ulteriormente, nonostante i protocolli internazionali, come quello di Kyoto, cerchino di limitarne la produzione. Il controllo, effettuato sulle emissioni di oltre 40 paesi industrializzati, ha portato a una conclusione che lascia poco spazio all’ottimismo: nonostante gli sforzi, la concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica (CO2) e altre sostanze capaci di alterare il clima (metano CH4, protossido di azoto N2O, idrofluorocarburi HFC, perfluorocarburi PFC, esafluoruro di zolfo SF6), continua ad aumentare: in totale si tratta di 18,2 miliardi di tonnellate nel 2005 rispetto ai 18,1 del 2004.
Le cause? Sempre le solite: incremento della produzione industriale nei Paesi a economia consolidata, e forte espansione nei Paesi dell’Est europeo e dell’Oriente. Ma tra i maggiori responsabili di questa crescita, in ogni Paese del mondo, non ci sono le centrali energetiche, il riscaldamento delle case, l’agricoltura, il trattamento dei rifiuti, bensì il trasporto. Mentre gli altri settori, con alcune variazioni regionali, restano abbastanza stabili,
automobili, camion per il movimento delle merci, aerei, rispetto ad altre fonti, contribuiscono sempre di più al riscaldamento della Terra.
Secondo il protocollo di Kyoto, le emissioni, già in questo periodo, avrebbero dovuto invece essere contenute: l’obbiettivo di Kyoto infatti era quello di arrivare entro il 2012 a ridurre i gas serra del 5% rispetto ai valori del 1990. Ma mancano pochi anni ormai (solo cinque), e la tendenza al rialzo non sembra arrestarsi.
Non tutti i Paesi si comportano nello stesso modo: gli Stati Uniti e la Cina hanno sempre rifiutato le misure previste da Kyoto, l’Unione europea ha varato una serie di leggi per mantenere l’impegno, ma non tutti i firmatari del Protocollo si stanno adeguando.
All'interno dell'Europa, solo Francia (-1,9%), Germania (-18,4%), Svezia (-7,3%) e Gran Bretagna (-14,8%) hanno effettivamente ridotto le loro emissioni inquinanti rispetto al 1990. Al contrario, le emissioni della Spagna sono aumentate del 53% nel 2005 rispetto al 1990, quelle del Portogallo del 42,8%, del Canada del 25,3%, dell’Irlanda del 26,3% e quelle del Giappone del 6,9%. Gli Stati Uniti e l’Australia, che non hanno ratificato il Protocollo, hanno visto i loro gas serra aumentare rispettivamente del 16,3 e del 25%. E l’Italia non è da meno: secondo l’APAT, l’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente dal 1990 al 2005 i gas serra prodotti dal nostro Paese sono aumentati del 12,2%. È il contrario di quanto doveva accadere. Le stime preliminari relative al 2006 (e che arriveranno a fine 2007), sottolinea però l’APAT, dovrebbero finalmente rivelare una riduzione delle emissioni rispetto all’anno precedente.
Nei prossimi anni dunque dovremo abbattere le emissioni del 18,7% (evitando di immettere in atmosfera circa 93 milioni di tonnellate di CO2). Viceversa,, non solo violeremo il Protocollo di Kyoto, ma saremo tenuti a pagare una penale pari a 100 euro a tonnellata in eccesso.

da geomondo.it

 
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