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Mare più blu ma è allarme fiumi

Presentato a Capalbio il rapporto 2008 sullo stato di salute del mare nostrum. “Acque pulite nel 92% dei punti analizzati. Emergenza foci nel 78% dei casi”

Legambiente, rientra Goletta Verde. “Mare più blu ma è allarme fiumi”

Presi in esame anche ecomostri e la crescente difficoltà di libero accesso alle spiagge.

mare bluRientra in porto Goletta Verde di Legambiente e il bilancio di due mesi di navigazione, presentato oggi a Capalbio, parla di un mare nostrum sempre più blu, con acque pulite nel 92% dei punti analizzati, mentre i fiumi sono sempre più inquinati ed è emergenza-foci nel 78% dei casi. Un allarme che va ad aggiungersi a quello che riguarda le spiagge sempre più “blindate” e assediate da ecomostri lungo tutto il litorale.
I dati finali della campagna di monitoraggio e sensibilizzazione sullo stato di salute del Mediterraneo, condotta da Legambiente con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare e la collaborazione del ministero dell’Ambiente, parlano di 361 prelievi effettuati sulle acque di balneazione. Di questi, 333 monitoraggi sono risultati puliti: una percentuale del 92%, in crescita rispetto allo scorso anno (87,6%); 22 campioni sono risultati invece leggermente inquinati, quattro inquinati e due gravemente inquinati.
Per quanto riguarda i fiumi, gli esami alle foci sono stati 80, 43 dei quali risultati con valori esorbitanti di inquinanti microbiologici, 7 inquinati, 12 leggermente inquinati e solo 18 puliti. Sono quindi il 78% i campioni in cui i valori superano i limiti di legge, mentre salgono al 54% le foci gravemente inquinate (con uno o più parametri almeno 10 volte superiori ai limiti di legge) che si attestavano nel 2007 sul 47%.
Una situazione sempre più nera che non risparmia nessuna delle Regioni visitate da Goletta Verde ed è particolarmente critica in Campania. Uniche eccezioni la Toscana, dove solo una delle cinque foci analizzate risulta gravemente inquinata mentre tutte le altre hanno fatto registrare valori di inquinamento batterico entro i limiti di legge, e la Puglia, dove le due foci campionate risultano entro la norma.
Ma la storica campagna di Legambiente ha preso in esame “anche illeciti e brutture che fanno scempio dei nostri litorali, dall'abusivismo edilizio alle spiagge blindate, dalla cementificazione selvaggia alla scellerata progettazione portuale”. Il cemento abusivo continua a deturpare i litorali e, come al solito, la maglia nera spetta anche quest'anno alle Regioni a tradizionale presenza di criminalità organizzata: Campania in testa con 673 illeciti accertati, seguita da Calabria (650) e Sicilia (617).
Il libero accesso al mare è invece negato un pò ovunque, non solo da un’eccessiva privatizzazione della spiaggia ma in alcuni casi anche da cancellate o strutture abitative, spesso abusive. Goletta Verde ha denunciato lo scandalo delle spiagge su cui è illecitamente imposto un pedaggio di accesso dai gestori degli stabilimenti balneari. Accade nelle riviere liguri, dove solo 19 Km di spiaggia su 135 sono liberi; a Siracusa, dove i litorali liberi sono praticamente un miraggio; a Otranto, dove durante il passaggio della Goletta Verde l’ennesima privatizzazione di un tratto di spiaggia libera ha provocato la reazione dei cittadini, stanchi di vedere insabbiato il loro diritto al mare.
Goletta Verde ha voluto sottolineare anche, tra le emergenze, la questione del lavaggio in mare delle cisterne delle petroliere e del conseguente sversamento di idrocarburi: un rischio permanente per il nostro mare e gli ecosistemi che continua tuttavia a essere sottovalutato dalle istituzioni nazionali e internazionali.
“Il lento miglioramento della qualità delle acque di balneazione rilevato da questa ventitreesima edizione di Goletta Verde - ha spiegato il presidente di Legambiente Cogliati Dezza - è sintomo di una capacità di depurazione delle acque fognarie più efficiente e di scarichi più controllati. In altre parole, è frutto di una maggiore attenzione delle amministrazioni, soprattutto costiere. Allo stesso tempo, però, il deciso peggioramento delle foci dei fiumi, che poi naturalmente si riversano in mare, dicono che l’operato degli enti locali non merita sempre giudizi positivi”.

da La Repubblica.it del 17 agosto 2008

 
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