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Prendiamoci cura dell’astronave Terra

 

Sono sempre stato sensibile alle tematiche legate all’ambiente ma le mie avventure spaziali mi hanno aperto gli occhi sull’urgenza di intervenire in difesa del nostro pianeta. Dall’orbita non si vede traccia dell’umanità, né si notano i confini politici degli stati; non ci sono frontiere da attraversare ma solo acqua e terra, toni di azzurro, marrone e verde che si rincorrono senza soluzione di continuità. Si colgono, però, i danni ambientali causati dalla presenza dell’uomo, come le immense cicatrici delle deforestazioni, il colore innaturale di aree coperte di smog e i cupi bagliori dei troppi incendi.

 

Solo guardando la Terra dal di fuori, osservandola da una prospettiva “extraterrestre”, si può verificare la portata delle modificazioni che stiamo introducendo sul nostro pianeta. Del resto questi cambiamenti sono ormai sotto gli occhi di tutti: riscaldamento globale, grandi siccità, inondazioni e scioglimento dei ghiacci.

 

Le esperienze dei due viaggi nello spazio (Missione Space Shuttle STS-75, 1996; Missione Space Shuttle STS-100, 2001) hanno rinforzato la mia impressione che stiamo portando il pianeta oltre i limiti dell’equilibrio, con il rischio di innescare effetti forse irreversibili. Se, oggi stesso, l’uomo smettesse di immettere in atmosfera i gas inquinanti, ci vorrebbe comunque più di un secolo perché il sistema ritorni alla normalità. Se non si agisce subito, poi, c’è il rischio di generare effetti non più controllabili.

 

Mentre ero in orbita e osservavo i danni provocati dall’uomo, riflettevo sulla cura che tutto l’equipaggio dedicava alla nostra nave spaziale. Eravamo consapevoli che solo mantenendola in perfetta efficienza potevamo continuare a sopravvivere nello spazio. Il veicolo con cui navigavamo nell’oscurità del cosmo era la nostra casa, l’habitat che ci permetteva di rimanere in vita in un ambiente inospitale. I destini degli uomini e della macchina si incrociavano indissolubilmente.

 
La stessa considerazione può valere per l’intero pianeta. Vista dallo spazio, la Terra è piccola e fragile, una gemma azzurra e brillante, incastonata negli spazi bui. È un’esperienza unica, un viaggio oltre i confini del mondo da cui si torna cambiati e, credo, più attenti alle sorti del pianeta. Immersa in un oceano di tenebre, la nostra Terra appare come una gigantesca astronave sulla quale tutta l’umanità viaggia incontro al proprio destino.

Fondamentale, dicembre 2007
Umberto Guidoni

 
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