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Memorabile "Terramare"
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Memorabile "Terramare"Memorabile Terramare, memorabile pedalata lungo le vie de fore; fore come campagna, fore come fuori, via dai “luoghi più comuni”. Dalla terra verso il mare! Terramare non è solo un bel gioco di parole ma è l’essenza di un percorso che ha in questo incontro la sua vera specificità; non è solo l’incontro di due paesaggi ma è l’incontro di culture: quella di mare e quella di terra. E’ come il polpo alla pignata con le patate, dove la profondità del mare sposa quella della terra. I piatti di terramare, cosi la narratrice di “Quoquo” chiama le pietanze in cui il mare incontra la terra. Ecco, le raccontavo, come erano nati, forse, certi piatti: le ho ricordato dei pescatori di Castro che scambiavano il pesce con le uova, con le patate e gli ortaggi dei contadini di Andrano, di Marittima e delle altre contrade agricole. Castro aveva il mare al posto della terra; il resto era roccia e su quella, si sa, non cresce granché! Memorabile Terramare, cose meravigliose sotto il portone della propria casa, meraviglia delle cose a cui non ci si abitua e sempre stupiscono; come la potenza di un menhir o del Cisternale di Vitigliano, la permanenza, quasi ignorata, di una strada vecchia 2000 anni, l’eleganza sobria dei palazzi e delle piazze che attraversi, come lo scorcio improvviso del mare che appare oltre le rocce bianche dei muretti, dei crepacci, delle falesie di Torre Minervino. Memorabile Terramare dell’8 settembre, quando un bel gruppo lo ha pedalato. Lo ha pedalato in una fredda giornata di tramontana con la grinta di Vito, che non teme i sessanta, come non teme l’avventura dei nuovi percorsi; con la freschezza fisica e mentale di Giuseppe, quello più giovane, ma di cognome Maggiore; con la sensibilità e la pacatezza di Luigi, il Vice Sindaco che sta nelle cose sempre partendo dal basso; con la guida di Giuseppe, quello di Vitigliano, strappato alla vendemmia alla quale ha però delegato il fratello minore; con le pillole di conoscenza di Ivano, tirate con fatica dai suoi silenzi; con la reale gioventù di Andrea, per lui questa, dopo il Pollino, era poco più di una passeggiata; con la scorta di Paride che adesso ha imparato cosa si perde a lavorare nei Bar d’estate!; con la forza, l’intelligenza e soprattutto il cuore del mio “cugino” Salvatore, cugino di sangue che solo fino a qualche anno fa non sapevo di avere; infine con la sua dolce compagna che, unica donna, ha sfidato con noi il vento, la pioggia improvvisa e la durezza finale dei glutei poco allenati. Memorabile Terramare, oltre gli scempi c’è ancora tanto da salvare; vorrebbe, il nostro percorso, portare dentro i posti ancora intatti molti occhi di uomini capaci di fermare con la loro semplice presenza, con il loro passaggio, consapevole e fuori stagione, tutto ciò che si agita, nascosto tra le rocce, a dispetto di un Parco che per essere tale deve essere di tutti e che per essere di tutti deve essere bello perché dal brutto si scappa e, prima o poi, scappano tutti, e non tornano più. Francesco Minonne Presidente Soc. Coop. "Ulisside" Onlus |
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