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Verso il Faro

Verso il faro, guardando ad Est.

Il faro della Palascìa, sulla costa otrantina, è il punto più orientale d’Italia; lo sanno bene i molti che, da qualche tempo, ci vanno a passare le albe del nuovo anno, rannicchiati sugli scogli in un atmosfera veramente magica.

I periodi più belli per passare da queste parti sono le mezze stagioni; da marzo a giugno o da settembre a ottobre. L’aria è più nitida è permette, spesso, di vedere distintamente le montagne albanesi mentre le rocce bianche si stagliano nel contrasto violento con il mare.

Le fioriture sono prorompenti e definiscono l’immagine di un territorio dove i vecchi pascoli nascondono tesori floristici e percorsi rupestri segnati dal tempo.

Il sentiero che porta al faro parte da una deviazione sulla sinistra procedendo da Otranto verso Porto Badisco, subito dopo aver superato un insediamento militare sulla destra. Da questo punto, parcheggiato la macchina sulla strada sterrata, comincia un sentiero, a tratti scavato nella roccia, che scende ripidamente verso il mare. La flora che qui si osserva è di quella “nobile” che non potete vedere in molti altri posti. E’ in questo tratto di costa che abita la maggior parte delle piante rare o esclusive del salento, tra gli anfratti rocciosi, a picco sul mare, tra le pietre delle vecchie torri.

Se rispettate i periodi indicati non vi passeranno inosservate le fioriture precoci dell’alisso di Leuca o quelle settembrine della campanula pugliese o ancora quelle a picco sulle falesie dell’elegante garofanino salentino; la roccia ospita ancora il fiordaliso nobile, la scrofularia lucida ed il kummel di Grecia solo per citarne alcune.

Così la via del faro è segnata da piccole tappe piene di meraviglia e curiosità, da voli veloci di falchi e taccole gracchianti da scorci mozzafiato in uno dei tratti più belli della costa rocciosa della Puglia.

Il faro è una visione accecante, il bianco di calce, che fino a qualche mese fa era ancora avvolto solo dal fascino dell’abbandono, oggi è finalmente restituito al suo ruolo e finalità scientifico-divulgative portano qui la presenza dell’Università del Salento.

Visto una volta, vorrete certamente tornarci, ma questa volta fatelo con occhi nuovi;

accanto alle nuove pagine che l’Osservatorio sull’ ecologia e la salute degli Ecosistemi Mediterranei aprirà all’interno del faro, portatevi quelle meno recenti della Guida Botanica del Salento o ancora quelle letterarie di Maria Corti; L’ora di tutti e Il canto delle sirene, narrano di storie vere e fantastiche avvenute tra la Torre del Serpe e la Palascìa. Colte e piacevoli vi aiuteranno, infine, le pagine di Titti Pece Da Otranto a Badisco, passeggiate dalla natura alla memoria, ottima guida per un percorso da vivere con tutti i sensi in azione.


Francesco Minonne